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	<title>Non chiedetemi perchè. &#187; Incontri</title>
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		<title>Mi presento</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi presento. Sono una bambina, forse una ragazza, non proprio una donna. Amo. Amo la cucina, i suoi sapori, i suoi colori, i profumi e la sua arte. Amo l&#8217;astrattismo, i suoi vuoti e i suoi pieni. La trasversalità delle sue opere. Amo la mia Bic. Il tratto dolce e corposo del suo inchiostro. Amo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi presento.<br />
Sono una bambina, forse una ragazza, non proprio una donna.</p>
<p>Amo.<br />
Amo la <strong>cucina</strong>, i suoi sapori, i suoi colori, i profumi e la sua arte.<br />
Amo l&#8217;<strong>astrattismo</strong>, i suoi vuoti e i suoi pieni. La trasversalità delle sue opere.<br />
Amo la mia <strong>Bic</strong>. Il tratto dolce e corposo del suo inchiostro.<br />
Amo le <strong>strade</strong>, amo le <strong>case</strong>, amo i <strong>quartieri</strong> e i piccoli centri. Amo i fruttivendoli ai loro angoli, le tabaccherie, i bar con tavoli blu semi-vuoti.<br />
Amo la <strong>musica</strong>. Sette note e infinite, straordinarie sonorità.<br />
La amo come parte di me.<br />
La amo come parte di tutto ciò che amo.<br />
Amo il <strong>caos</strong>, anche. Amo l&#8217;ordine del mio disordine. Lo amo perché non ne posso fare a meno.</p>
<p>Penso basti così.<br />
Ciò che amo è tutto qui.</p>
<p>Ho un&#8217;esistenza che definirei traballante. In preda alla frenesia e alla pigrizia.<br />
Attenta ai dettagli, dimenticando l&#8217;insieme.<br />
Scrutando gli occhi di chi ho di fronte e sfuocandone i gesti.<br />
Non ho memoria di bellezza, se non quella di estranei.<br />
Ricordo il viso di quella donna: elegante, bilanciato tra purezza e sensualità.<br />
Ricordo la gioia di animali ai quali ho dato me stessa. Quel cucciolo tutto pelo marrone al quale ho saputo avvicinarmi solo io.<br />
Gli ho sorriso e credo mi abbia capita.</p>
<p>E poi odio.<br />
Odio la <strong>cucina</strong>, i suoi sapori acidi, i suoi male-odori, i suoi mille colori e la sua perfezione.<br />
Odio l&#8217;<strong>astrattismo</strong>, i suoi vuoti e i suoi pieni che non capirò mai. Odio la sua non consapevolezza.<br />
Odio la mia <strong>Bic</strong>. Il suo tratto veloce non capace di aspettare i miei pensieri.<br />
Odio le <strong>strade</strong>, le <strong>case</strong> e i <strong>quartieri</strong>. I piccoli centri, soprattutto. Con i fruttivendoli sempre troppo cari e le tabaccherie fumanti e i bar al sapor di caffé sempre vuoti.<br />
Odio la <strong>musica</strong>. Con sole sette note, influenza l&#8217;aria e la condensa nei suoi stati d&#8217;animo. La odio come parte di me e di ciò che amo.<br />
Odio il <strong>caos</strong>. Odio il mio disordine, perché mi deconcentra.</p>
<p>Penso basti così.<br />
Ciò che odio è tutto qui.<br />
O forse no.</p>
<p>Mi presento.<br />
Sono una donna, forse una ragazza.<br />
<strong>E forse anche una bambina.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarò proprio come voi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 06:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Omologazione. Sarebbe questa la parola d&#8217;ordine? La chiave che apre ogni relazione umana? Non dare nell&#8217;occhio, Vestiti per bene. Tagliati i capelli. Lavati i denti. Dì sempre buongiorno. Saluta sempre alla sera. Non metterti le dita nel naso. Tagliati le unghie dei piedi. Dì sempre grazie. Dì sempre prego. Chiedi permesso. Non urlare. Rifai il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Omologazione.<br />
Sarebbe questa la parola d&#8217;ordine?<br />
La chiave che apre ogni relazione umana? </p>
<p>Non dare nell&#8217;occhio,<br />
Vestiti per bene.<br />
Tagliati i capelli.<br />
Lavati i denti.<br />
Dì sempre buongiorno.<br />
Saluta sempre alla sera.<br />
Non metterti le dita nel naso.<br />
Tagliati le unghie dei piedi.<br />
Dì sempre grazie.<br />
Dì sempre prego.<br />
Chiedi permesso.<br />
Non urlare.<br />
Rifai il letto.<br />
Non arrivare tardi.<br />
Chiedi scusa se arrivi in ritardo.<br />
Sorridi sempre.<br />
Non piangere mai.</p>
<p>Sii te stesso, ma non troppo.</p>
<p>Buona omologata educazione?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una valigia in più</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 18:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Che io lo voglia o no, sto per fare una valigia. Avrei voluto che fosse una di quelle di cartone, quelle che si usavano un tempo. Tipo quella di quei tizi che se ne andavano in giro per le strade con ai piedi scarponi e lacci fatti di spago, calzini bianchi, pantaloni al polpaccio marroni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che io lo voglia o no, sto per fare una <strong>valigia</strong>.<br />
Avrei voluto che fosse una di quelle di cartone, quelle che si usavano un tempo. Tipo quella di quei tizi che se ne andavano in giro per le strade con ai piedi scarponi e lacci fatti di spago, calzini bianchi, pantaloni al polpaccio marroni, camicia bianca, bretelle nere e un cappello di paglia. In mano avevano solo la valigia di cartone, segnata dal tempo e dai numerosi viaggi.</p>
<p>Fare la valigia è una così grande noia. E mette ansia.<br />
Sì, perché quando credi di aver messo tutto, ma proprio tutto il necessario, devi riaprirla e riorganizzarla di nuovo, per colpa di quel calzino spaiato, trovato sotto una mutanda che usi solo in caso di emergenza.<br />
Ho provato a scrivermi su un pezzo di carta cosa inserire, ma anche per scrivere c&#8217;è bisogno di ricordare.<br />
E dove ho messo quel mini-attrezzo inutile in casa, ma utile per i viaggi?<br />
E dove ho messo quel deodorante mini, campione omaggio di tremila anni fa, inodore?<br />
E dove ho messo lo spazzolino mini, per lavarsi i denti a uno a uno?<br />
E dove ho messo la mini-testa per perdere queste cose?<br />
Chissà perché poi ci si ostina a comprare cose mini per viaggi enormi. </p>
<p>Poi però devi considerare il peso di quella valigia.<br />
Perché non è che puoi portarti in giro una casa, no?<br />
Devi fare una scelta. Devi decidere: non puoi comprare un camper per non fare una valigia!<br />
E poi succede che tutto quello che vorresti in valigia è nella biancheria sporca. Bene, dovrai portarti quelle mutande d&#8217;emergenza. In fondo, anche questa è un&#8217;emergenza.</p>
<p>Ma alla fine, perché fare una valigia?<br />
Non si può partire leggeri, liberi da oggetti e ingombri inutili?<br />
Non si può intraprendere un viaggio senza il peso dei <strong>ricordi</strong>?<br />
Non è possibile avventurarsi solo con la consapevolezza che all&#8217;arrivo cambierà sempre tutto?<br />
C&#8217;è davvero bisogno di andare in giro caricandosi addosso il <strong>passato</strong>?</p>
<p>Che io lo voglia o no, però, sto per fare una valigia.<br />
<strong>E&#8217; la valigia del 2011</strong>.<br />
<em>Spero almeno che abbia le rotelle.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli Esseri</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 06:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutta la vita hanno pensato che essere sregolati, ribelli e pazzi fosse sintomo di genialità. Credevano che questo li avrebbe resi amabili, ammirabili. Sarebbero stati gli unici Esseri in mezzo a centinaia di zombies capaci di sovvertire il sistema. Oggi, invece, sono delle piccole, insignificanti e presuntuose carcasse di carne e grasso. Senza alcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutta la vita hanno pensato che essere sregolati, ribelli e pazzi fosse sintomo di genialità.<br />
Credevano che questo li avrebbe resi amabili, ammirabili.<br />
Sarebbero stati gli unici <em>Esseri</em> in mezzo a centinaia di zombies capaci di sovvertire il sistema.</p>
<p>Oggi, invece, sono delle piccole, insignificanti e presuntuose carcasse di carne e grasso.<br />
Senza alcuno scopo nella vita.<br />
Senza alcun ideale.<br />
Senza nessun seguace.<br />
Pieni di illusioni, di ricordi, di orrori dentro le viscere.<br />
Hanno provato a cambiare? Certo che no.<br />
Quegli <em>Esseri</em> sono vigliacchi.<br />
Si nutrono del loro stesso malessere.<br />
Amano la commiserazione, la pena. Amano l&#8217;odio.<br />
Vivono di essenziali gesti di spregio nei confronti di chi cerca di aiutarli.<br />
Il rancore non permette loro di addormentarsi, eppure li tiene in vita.<br />
La rabbia verso l&#8217;esterno è un piatto prelibato, gustato con voracità.<br />
L&#8217;unica fame di cui si saziano è il pianto e la sofferenza di chi li circonda.<br />
Nessun bavaglio a raccogliere le briciole. Niente va sprecato, perché il mondo è solo un grasso obeso maiale da divorare e poi sputare nel cesso.<br />
Graffi, tagli, pugni, lividi: questo è il significato della vita per gli <em>Esseri</em>.</p>
<p>Quegli <em>Esseri</em> impegnati per l&#8217;eternità nel vano tentativo di ritornare cenere, quando <strong>l&#8217;anima ormai si è ridotta in fumo</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una stretta di mano</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 09:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono mani che vivono, delle quali io non so niente, ma ne percepisco il calore dello spostamento. Ci sono mani forti, grandi, avvolgenti, le cui carezze bollenti ti infuocano le gote. Ci sono mani ferme, di cui conosco ogni piega e ogni immobilità perenne. Sono mani piccole, sottili, forate, le cui carezze aiutano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono mani che <strong>vivono</strong>, delle quali io non so niente, ma ne percepisco il calore dello spostamento.<br />
Ci sono mani forti, grandi, avvolgenti, le cui carezze bollenti ti infuocano le gote.</p>
<p>Ci sono mani <strong>ferme</strong>, di cui conosco ogni piega e ogni immobilità perenne.<br />
Sono mani piccole, sottili, forate, le cui carezze aiutano il vento a raffreddarti le tempie.</p>
<p>E poi non ci sono mani.<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>Ci sono animi.</strong></span></p>
<p>E tu&#8230;<br />
hai deciso di indossare i guanti o hai scelto di toccare con mano?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ilaria</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 22:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una poesia, Su un pezzo di carta. Con mille tratteggi di indecisione. Con una calligafria tondeggiante. Ilaria, triste e bella, il tuo sguardo intenso penetra il mio animo dolorante e solo! La tua mente acuta comprende con facilità il mio ostinato tentativo di avviarti a una vita futura sempre più sicura. Firmato Vera Ciriolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una poesia, Su un pezzo di carta. Con mille tratteggi di indecisione. Con una calligafria tondeggiante.</p>
<p>Ilaria,<br />
triste e bella,<br />
il tuo sguardo intenso<br />
penetra il mio animo<br />
dolorante e solo!<br />
La tua mente acuta<br />
comprende con facilità<br />
il mio ostinato tentativo di avviarti a una vita futura<br />
sempre più sicura.</p>
<p>Firmato<br />
<strong>Vera Ciriolo</strong><em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pericolo.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 22:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bisogna tener presente che: Entro nella vita della gente senza avere la chiave. Scassino la porta con un ferrettino decorato con una rosellina rossa. Varco la soglia non curante dell&#8217;allarme non curante del cane che è di guardia. Non accendo nemmeno la luce: tutte le vite della gente sono uguali so esattamente dove mettere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna tener presente che:</p>
<p>Entro nella <em><strong>vita</strong> </em>della gente<br />
senza avere la chiave.</p>
<p>Scassino la porta<br />
con un ferrettino decorato con una rosellina rossa.</p>
<p>Varco la soglia<br />
non curante dell&#8217;allarme<br />
non curante del cane che è di guardia.</p>
<p>Non accendo nemmeno la luce:<br />
tutte le vite della gente sono uguali<br />
so esattamente dove mettere i piedi.</p>
<p>Indosso le mie cuffie insonorizzate<br />
impugno una mazza da baseball.</p>
<p>Sfogo la mia rabbia<br />
la mia fragilità<br />
la mia paura.</p>
<p>Distruggo quello che trovo<br />
non voglio vederla così intatta, quella vita.<br />
Così perfetta<br />
come non sono io.</p>
<p>Infine <strong>fuggo</strong>.<br />
Perchè è quello che mi riesce meglio.</p>
<p>Perchè corro veloce, io.<br />
Perchè non ho legami, io.<br />
Non voglio catene, io.</p>
<p>Forse.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mi hanno detto che&#8230;</title>
		<link>http://www.superilis.com/2011/01/24/mi-hanno-detto-che/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 10:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi hanno detto che odio aspettare. Mi hanno detto che, a causa di questo, cerco di riempire il tempo. Mi hanno detto che cerco di riempire un vuoto che qualcuno mi ha lasciato. Mi hanno detto che probabilmente quel vuoto l&#8217;ho creato con le mie stesse mani. Mi hanno detto che lo stomaco percepisce il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno detto che odio aspettare.</p>
<p>Mi hanno detto che, a causa di questo, cerco di riempire il tempo.<br />
Mi hanno detto che cerco di riempire un vuoto che qualcuno mi ha lasciato.<br />
Mi hanno detto che probabilmente quel vuoto l&#8217;ho creato con le mie stesse mani.<br />
Mi hanno detto che lo stomaco percepisce il vuoto della mente.<br />
Mi hanno detto che riempire lo stomaco non riempie il cuore.<br />
Mi hanno detto che in realtà quel vuoto è un pozzo senza fondo.<br />
Mi hanno detto che nonostante abbia tutto, cerco il niente.<br />
Mi hanno detto che ho tanti occhi addosso.<br />
Mi hanno detto che quegli occhi sono di colore verde invidia.<br />
Mi hanno detto che si aspettavano qualcosa da me.<br />
Mi hanno detto che non si aspettavano <em>questo</em> da me.<br />
Mi hanno detto che dovrei fermarmi a pensare.<br />
Mi hanno detto che fermarmi a pensare altera le mie percezioni.<br />
Mi hanno detto che dovrei imparare a ricordare.<br />
Mi hanno detto che dovrei cercare di dimenticare.<br />
Mi hanno detto che sono brava a mentire.<br />
Mi hanno detto che mi si leggeva in faccia.<br />
Mi hanno detto sono egoista.<br />
Mi hanno detto che non è egoismo, ma paura.<br />
Mi hanno detto che sono affettuosa.<br />
Mi hanno detto che sono gelida, quando voglio.<br />
Mi hanno detto che tendo a somatizzare sullo stomaco, la pelle, il cuore.<br />
Mi hanno detto che mi sta aspettando.</p>
<p>Mi hanno detto che odio aspettare.<br />
Si.<br />
Odio aspettare che qualcuno mi dica la verità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Oscurità &#8211; Intervista a Hubert Selby Jr.</title>
		<link>http://www.superilis.com/2011/01/19/loscurita-intervista-a-hubert-selby-jr/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 22:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Hubert Selby Jr.]]></category>
		<category><![CDATA[oscurità]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia.]]></category>
		<category><![CDATA[requiem for a dream]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[soffrerenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quando abbandonerò il mio corpo capirò come iniziò il mio cammino. Ma sicuramente cominciò poco prima della mia nascita, 36 ore prima di nascere cominciai a morire. Morire diventa un modo di vivere. Nasciamo per questo. Ebbi un danno cerebrale causato da cianosi. Vi sembrerà incredibile, ma ero perfino bruttino! Feci il mio ingresso nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quando abbandonerò il mio corpo capirò come iniziò il mio cammino. Ma sicuramente cominciò poco prima della mia nascita, 36 ore prima di nascere cominciai a morire.<br />
<strong></strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Morire diventa un modo di vivere</strong>. <strong>Nasciamo per questo.</strong></span><br />
Ebbi un danno cerebrale causato da cianosi. Vi sembrerà incredibile, ma ero perfino bruttino! Feci il mio ingresso nel XX secolo urlando e mi trovai immerso nella rabbia. <strong>Non sono sicuro di conoscere tutto riguardo alla rabbia, ma ero avvolto in essa.</strong> Per tutta la mia infanzia osservavo il mondo e pensavo . Anche adesso, ma da bambino ancora di più, <strong>non capisco perchè le persone si feriscano l&#8217;un l&#8217;altra.</strong> Non lo capivo&#8221;.</p>
<p>- <em>Tu riscontri questa rabbia molto spesso?</em></p>
<p>&#8220;Sempre. Ma non la infliggo più a nessuno. La trattengo per un paio di secondi e poi la lascio andare.<br />
<strong>Concedo a me stesso questo lato dell&#8217;essere umano, essere fuori di testa per qualche secondo, perchè è l&#8217;unica cosa che alle volte mi reca sollievo. </strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;"> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KSY4Yi2ypno&amp;feature=related" target="_blank">Sono oppresso dal dolore di vivere.</a></span></strong></p>
<p>[...] <strong>Una delle maggiori forme di sofferenza è cercare di negarla</strong>, negare quella parte della condizione umana che deve provare sofferenza&#8221;.</p>
<p>- <em>Qual è la funzione della sofferenza?</em></p>
<p>&#8220;La funzione, se ho capito bene, è farmi sapere che la mia percezione è distorta. Sto giudicando degli eventi naturali in maniera da creare sofferenza all&#8217;interno di me stesso. Per esempio, succede qualcosa che può farti soffrire e se pensi che stai per provare dolore, soffrirai di meno. <strong>La resistenza e il grado di resistenza ai naturali fenomeni della vita genera tremenda sofferenza.</strong></p>
<p>[...] Non credo che la vita ci faccia imbattere in un problema senza averci già dato la soluzione. E&#8217; impossibile avere un problema senza avere anche la soluzione. <strong>Però le idee annebbiano tutto e la soluzione non riesce a sgorgare fuori dalla coscienza.</strong></p>
<p>[...] Sapevo che un giorno sarei morto. Non sarebbe andata come le altre volte che ero sul punto di morire e poi sopravvivevo, sarei morto davvero. Subito prima di morire sarebbero accadute due cose: avrei rimpiato la mia intera vita e avrei rivissuto tutta la mia vita. Poi sarei morto. Questo mi terrorizzò.<br />
Che idiozia! Vivi la tua vita 60, 80, 135 anni, alla fine la guardi e dici:&#8221;L&#8217;ho sprecata&#8221;. Ma ora è tardi. Dovevo fare qualcosa della mia vita.<br />
Conoscevo l&#8217;alfabeto e ho pensato che avrei potuto scrivere. A volte le distorsioni, la follia, l&#8217;arroganza possono lavorare a tuo vantaggio.</p>
<p>[...] <strong>Lo capisco adesso che sono uno scrittore! Ecco perchè</strong>. Ma ero giunto a quella conclusione grazie al mio errato modo di ragionare. Ecco quello che devo fare. Non so tracciare una riga dritta. Sono senza talento. <strong>Probabilmente sono la persona con meno talento mai nata. Non ho alcuna abilità naturale.</strong><br />
[...] Ma avevo questa ossessione di fare qualcosa della mia vita. Non volevo sprecarla. Così ogni sera tornavo a casa e scrivevo. Usai risme e risme di carta.</p>
<p>[...] <strong>Credo di conoscere meglio l&#8217;oscurità che la luce.</strong> E&#8217; più facile scrivere dell&#8217;oscurità che della luce. La conosco meglio. Che senso ha scrivere se non posso fare riferimento alla sofferenza della gente? Non potrei offrire una soluzione al loro dolore.</p>
<p>[...] <span style="color: #800000;"><strong>Mi sento a mio agio con l&#8217;oscurità.</strong></span> Dal punto di vista intimo, perchè ho cominciato a morire fin dalla più tenera età. Dal punto di vista esterno, perchè quando hai questa consapevolezza interna, la proietti verso il mondo esterno.<br />
[...] Ho trovato dentro di me una tale consapevolezza dell&#8217;oscurità, che anche nel mondo esterno vedo la stessa cosa.</p>
<p><strong>Abbiamo bisogno della saggezza per salvare le nostre anime</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Proprio tutti.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 23:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Everybody&#8217;s got to learn&#8230; sometime. Got to learn how to communicate. Got to learn to open their own hearts. Got to learn how many meanings the word &#8220;together&#8221; could have. Got to learn to change their own minds. Got to learn how to taste another dark heart. Got to learn to sacrifice the balance of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WIVh8Mu1a4Q&amp;feature=related" target="_blank">Everybody&#8217;s got to learn&#8230; sometime.</a></p>
<p>Got to learn how to communicate.<br />
Got to learn to open their own hearts.<br />
Got to learn how many meanings the word &#8220;together&#8221; could have.<br />
Got to learn to change their own minds.<br />
Got to learn how to taste another dark heart.<br />
Got to learn to sacrifice the balance of past events.<br />
Got to learn to look to the future carrying another future in the world.<br />
Got to learn how to give the right importance to their own words.</p>
<p>Got to learn to close their own eyes<br />
and just<br />
BREATHE A NEW WIND.</p>
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