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	<title>Non chiedetemi perchè. &#187; Incontri</title>
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		<title>E lui disse: &#8220;Scrivi di te&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 00:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[La sua mente vaga tra alti e bassi, tra passato e futuro. Solo il presente la spaventa, perché dall’attimo in cui vive si deduce quello che sarà.
Il confronto orale le fa tremare la voce, ecco perché scrive. Ama pasticciare con la penna sul foglio e usa una calligrafia instabile corrispondente al suo umore. I concetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sua mente vaga tra alti e bassi, tra passato e futuro. Solo il presente la spaventa, perché dall’attimo in cui vive si deduce quello che sarà.<br />
Il confronto orale le fa tremare la voce, ecco perché scrive. Ama pasticciare con la penna sul foglio e usa una calligrafia instabile corrispondente al suo umore. I concetti sono seguiti molto spesso da punti interrogativi. </p>
<p>Che ne sarà della sua mano da scrittrice, se di scrittrice si tratta? Che ne sarà del suo cuore su di un foglio? Nessuno vorrà saperlo perché nessuno lo potrà mai sapere.<br />
Lei ama la luce, ama lo spazio, ama come lo spazio entra a far parte della luce e viceversa quando, distesa comincia a sognare. Sogna il suo telefono sulla scrivania che squilla. Sogna il suo capo che dall’altra parte del filo la invita nel suo ufficio per congratularsi dell’ultimo articolo scritto. </p>
<p>D’altra parte, però, nella sua mente non ha la sua volontà, ma quella di parenti e amici; nelle sue mani non ha la propria forza, ma quella di coloro che l’hanno spronata.<br />
Non ama parlar di sé, anche se dovrebbe. Non ama parlarne perché lei stessa ancora non è completamente formata. E’ solita usare pezzi di altre personalità per formarne una propria.</p>
<p>E allora perché sorridere e piangere ancora?<br />
Non ha risposta.<br />
E’ convinta che a tutto c’è un motivo, che c’è una ragione per tutto.<br />
E’ anche convinta, però, che dare tempo al tempo, alla fine, dia i suoi frutti.</p>
<p>Maturi.</p>
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		<title>Faccia a Faccia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 15:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho provato ad alzare lo sguardo e a guardare le pubblicità. Ho provato a guardare in basso cercando minuziosamente qualche pelucchio sopra i miei jeans. Ho provato a leggere, ad ascoltare la musica ad occhi chiusi. Niente da fare. La cosa che mi riesce meglio nei 45 minuti di viaggio sotterraneo nella metro milanese è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato ad alzare lo sguardo e a guardare le pubblicità. Ho provato a guardare in basso cercando minuziosamente qualche pelucchio sopra i miei jeans. Ho provato a leggere, ad ascoltare la musica ad occhi chiusi. Niente da fare. La cosa che mi riesce meglio nei 45 minuti di viaggio sotterraneo nella metro milanese è guardare le facce della gente. Le prime volte le guardavo direttamete negli occhi, poi, rendendomi conto che stavo rischiando di essere sputata in un occhio, ho deciso di adottare un altro metodo. Adesso posso concentrarmi sulle espressioni grazie al riflesso sulla porta della metro.</p>
<div class="gmail_quote">
Ci sono vari tipi di passeggeri:</p>
<p>n°1 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Gli Irremovibili</span>: hanno i piedi ancorati a terra, senza appoggio di alcunchè, una capacità di restare immobili degna di statue di marmo, non amano mai muovere un muscolo. Aspettano la loro fermata imperterriti, con lo sguardo rivolto sempre e comunque alla porta di uscita. Non chiedono permesso, non leggono, non ascoltano musica, non danno centesimi ai poveri di turno, non offrono informazioni. Salgono, aspettano, scendono. Punto.</p>
<p>n°2 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Gli Iperattivi</span>: chiedono permesso anche quando il permesso c&#8217;è in abbondanza, si muovono dal sedile alla sbarra, dalla sbarra al sedile, dalla porta al finestrino. Pestano piedi, tirano borse involontariamente, si aggrappano ai cappotti altrui quando c&#8217;è una frenata, si aggiustano i capelli, frugano dentro la borsa. Allungano il collo per leggere i giornali del passeggero di fronte, ascoltano le altre conversazioni, sbagliano spesso fermata e offrono informazioni sbagliate.</p>
<p>n°3 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Gli Stizzosi</span>: sono spesso alti, ma soprattutto alte, hanno addosso trenta litri di profumo, borsa sull&#8217;avambraccio e guanti in mano. Spesso sono in piedi perchè dall&#8217;altura possono decidere chi di noi squadrare. Posano gli occhi ovunque, soprattutto sulle scarpe delle donne, risalendo fino alle borse. Si guardano spesso nel riflesso della porta, hanno un&#8217;espressione di disgusto stampata in faccia. Di certo non danno soldi e non aiutano le vecchiette.</p>
<p>n°4 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Gli Atletici</span>: hanno muscoli snodabili, braccia allungabili, due occhi dietro la nuca. Non hanno tempo per leggere, ascoltare musica, interloquire. Il loro lavoro è recuperare un posto a sedere. Mani, piedi, borse, valige e perfino vecchiette: nessuno li può fermare. Il posto libero sarà loro. Ci riescono grazie a spinte, finte cadute, prenotazioni, casi di presunta malattia, presunta nascita imminente di un bambino, presunta crisi esistenziale. Una volta seduti, sono generosi con i poverelli, offrono gentilmente informazioni e sorridono a tutti.</p>
<p>n°5 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Gli I-poddiani</span>: in piedi o seduti non fa differenza. Di solito sono giovanissimi, ma non mancano anche gli incravattati, che sfoggiano un playback meravigliosamente uguale all&#8217;originale anche se nelle orecchie hanno Mozart. Nonostante l&#8217;utilizzo delle cuffie, i più giovani amano sfruttare al massimo i decibel offerti e rendere partecipi tutti i passeggeri del vagone ad un concerto dei Black Sabbath. Non danno informazioni di alcun genere, dato che l&#8217;udito è impegnato a fare altro.</p>
<p>n°6 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">I Nuovi Adepti</span>: sono le matricole della metro, con cartina, sguardo perso e matita. Aspettano circa 3/4 fermate prima di rendersi conto di aver sbagliato direzione. Sono spesso sfortunati, poichè rivolgono i loro dubbi ai passeggeri che non amano dare informazioni o a coloro che si divertono a darle sbagliate. Non sanno dove guardare, non sanno dove appoggiarsi, non sanno nulla di nulla. Non sanno nemmeno cosa gli aspetta. Sta di fatto che offrono ugualmente informazioni.</p>
<p>n°7 &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Io</span>: non trova mai posto a sedere, se lo trova lo cede compassionevolmente ai vecchietti. Si mette in un angolo per non dare fastidio, sghignazza di chi cade, ha paura dei borseggiatori, si ripete nella mente la fermata alla quale scendere per non sbagliare. Si aggrappa sempre e comunque a qualcosa, non ama essere sfiorata da estranei. Il suo moglior posto è tra la porta di uscita e le sedute. Ama guardare riflesse nel vetro le persone dietro di sè, che, pensando di non essere osservate, molto spesso si scaccolano con fare furtivo. Alla richiesta di centesimi ammette di non averne facendo no con la testa, alla richiesta di informazioni difende la sua natività da terrona dicendo:&#8221;Mi dispiace molto, ma non sono di qua&#8221; e nella mente aggiunge: &#8220;&#8230;e ne vado fiera!&#8221;.
</div>
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		<title>Cognomi e Destino</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 23:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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In italia ci sono ben 350mila cognomi. Alcuni cognomi vantano un significato preciso, ma se questo significato può influenzare la tua scelta futura, vale la pena chiedersi se le coincidenze siano governate da qualcosa di ben più misterioso.
Un professore di disegno che ha come cognome “Foglio” credete che sia solo un caso? Un orefice di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="post_body" style="text-align: left;">
<p><span style="color: #000000;">In italia ci sono ben 350mila cognomi. Alcuni cognomi vantano un significato preciso, ma se questo significato può influenzare la tua scelta futura, vale la pena chiedersi se le coincidenze siano governate da qualcosa di ben più misterioso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un professore di disegno che ha come cognome “Foglio” credete che sia solo un caso? Un orefice di cognome “Orefici” è uno scherzo o un segno del destino? “Viaggiatori” è il nome di un conducente d’autobus: sarà stata la sua vocazione?</span></p>
<div class="Ih2E3d">
<p><span style="color: #000000;">Ognuno di noi deve passare da quell’età in cui tutto è nuovo, tutto è una scoperta e tutto deve avere risposta. Quell’età in cui ti fai una domanda: “Ma io che mi chiamo Capelli, dovrò fare il parrucchiere?”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alle elementari, il periodo in cui tutti ti chiedono “Cosa vuoi fare da grande?”, tu pensi:”Sono Senzaquattrini, cosa vuoi che combini nella mia vita?”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando in una famiglia per bene, la preghiera al mattino, alla sera, a mezzogiorno e in bagno è un obbligo da rispettare, ti viene un dubbio sull’origine del tuo cognome e asserisci: “Ma faccio sta vita da prete perchè sono Buoncristiani?”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando al mattino ti svegli e vedi che il porta-frutta è vuoto, ti chiedi:”Ma è mai possibile che nonostante io sia Pera, di pera ogni giorno non se ne trova una?”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vuol dire che chi si chiama La Morte vivrà più a lungo?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Saranno tutte strane coincidenze o il nostro futuro è già stato segnato non dal destino, non dal Bene Supremo, non dal Folletto o da un Essenza strana, ma proprio dal nostro cognome?</span></p>
</div>
</div>
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