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	<title>Non chiedetemi perchè. &#187; In Passato</title>
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		<title>Irsina: Fuori Dal Tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 19:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mani incrociate dietro la schiena con le chiavi che tintinnano ad ogni passo, ciondolando giù dal dito indice di una mano. Giacca blu un pò scolorita e pantaloni di lana grigi fanno da scudo al vento abituale gelido di questa collina e il cappello, a coprire i pochi peli bianchi rimasti, cerca di aggrapparsi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-113" style="margin: 6px;" title="irsina" src="http://www.superilis.com/wp-content/uploads/2010/01/3656143359_506677c048.jpg" alt="irsina" width="435" height="326" />Mani incrociate dietro la schiena con le chiavi che tintinnano ad ogni passo, ciondolando giù dal dito indice di una mano. Giacca blu un pò scolorita e pantaloni di lana grigi fanno da scudo al vento abituale gelido di questa collina e il cappello, a coprire i pochi peli bianchi rimasti, cerca di aggrapparsi come meglio può.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;aria misto fumo più fieno attorno al mare di vecchietti che ondeggia lento di qua e di là sulle mattonelle sconnesse del marciapiede del solito &#8220;corso&#8221;. Abitualmente si possono scorgere dei piccoli cani randagi che annusano con attenzione i tronchi di ogni albero posti ai bordi della carreggiata per scovare il punto giusto dove segnare il proprio territorio con il solito simbolo dell&#8217;urina.<br />
Se ci si pone in un punto ben preciso al centro della strada, sopra la leggera salita, guardando giù, il campanile della Chiesa Immacolata colora di un beige caldo anche il cielo sovrastante. E&#8217; come se quella strada portasse alla mente i suoni e le immagini di migliaia di piedi in movimento.</p>
<p>Ed ecco che il pensiero stende l&#8217;orecchio al suolo: il grano, i pomodori rossi, il rimbombo del trattore si fanno spazio nel cervello.<br />
Ed ecco che le palpebre danno luce alla vista di operose donne sedute su sedie in paglia che, in calzamaglia e scialle, compongono all&#8217;uncinetto vere e proprie opere d&#8217;arte su lana.</p>
<p>Chiudendo gli occhi, tutto ciò che richiama Irsina è il profumo di pane caldo appena sfornato che ti sfiora il viso e accompagna i tuoi pensieri fino alla distesa verde dei campi circostanti.<br />
Volando sospesi su di una nuvola, giornaliera compagna del paesino, ripercorrere le viuzze che si intrecciano nella roccia è quasi mistico.<br />
Riconosci il tetto della cattedrale di un marrone cupo e riesci ad attraversarlo entrandoci dentro, così che il tuo spirito possa ripercorrere la navata centrale.<br />
Ed ecco spuntare una simpatica nonnina, mani giunte, capo chino, con al collo una croce d&#8217;oro.</p>
<p>L&#8217;eco del respiro batte sui muri e piano, con dolcezza, accarezzi il sapore di una civiltà ancora antica.<br />
Tanto verde, poco asfalto, tanta tradizione, poca tecnologia.<br />
Congelata nel tempo che fu, la collina appare isolata da verdi-gialli tronchi d&#8217;albero. In realtà è solo 600 metri circa al di sopra del livello del mare, ma la tua mente non può far altro che portarla a vette più alte.</p>
<p>Lasciandotela alle spalle, la puoi sentire allungarsi nel verde.<br />
E subito ti accorgi che l&#8217;unica cosa che ti mancherà sarà il lento ondeggiare del mare di vecchietti che insegue quasi inconsciamente il fluttuante gelido vento irsinese.</p>
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		<title>In memoria della mia (ex) casa estiva</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 18:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cancello in ferro battuto, basso, con le iniziali del nonno materno colorate di bianco e decorate, lascia intravedere una stradina ciottolata delimitata da cespugli incolti, dalle forme irregolari e foglie secche.
Sopra questi sale forte e vigorosa una palma e i suoi rami si appoggiano accarezzando, aiutati dal vento, il tetto di una vecchia casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-107" style="margin: 6px;" title="est" src="http://www.superilis.com/wp-content/uploads/2010/01/08072006001.jpg" alt="est" width="335" height="251" />Il cancello in ferro battuto, basso, con le iniziali del nonno materno colorate di bianco e decorate, lascia intravedere una stradina ciottolata delimitata da cespugli incolti, dalle forme irregolari e foglie secche.</p>
<p>Sopra questi sale forte e vigorosa una palma e i suoi rami si appoggiano accarezzando, aiutati dal vento, il tetto di una vecchia casa estiva, con intonaco a vista, decadente.</p>
<p>Sul cornicione una lucertola verde spicca nel bianco dell&#8217;intonaco, dirigendosi verso la porta chiusa. Il vetro di quest&#8217;ultima è rotto e il vento produce un leggero fischio battendo su di essa.</p>
<p>Alle spalle del cancello, si sente sempre più vicino l&#8217;arrivo di una macchina e poi di un&#8217;altra e di un&#8217;altra ancora. L&#8217;asfalto è bollente anche per il sole battente.</p>
<p>L&#8217;aria si rinfresca con lo sguardo che coglie il mare. E&#8217; leggermente mosso. Se ne può sentire l&#8217;odore di sale.</p>
<p>Camminando a piedi scalzi sugli scogli, sopportando il leggero dolore che questi comportano, arrivi all&#8217;acqua, metti i piedi in essa. E&#8217; fredda, senti un leggero brivido accompagnato dal vento. Alzi, qui, gli occhi al cielo e, in un batter d&#8217;occhio, il rossore del sole sull&#8217;acqua è sostituito dalla lucentezza di una luna ben tonda che illumina il mare con la stessa forza del sole.</p>
<p>Con i piedi bagnati arrivi, di nuovo, al cancello di ferro battuto e intravedi una fonte di riposo: una sedia in legno con sopra un cuscino ricamato dalla nonna materna. Lo stringi forte e senti il suo profumo.</p>
<p>Ti siedi e, ad occhi chiusi, osservi i particolari che ti circondano.</p>
<p>All&#8217;improvviso è buio.</p>
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		<title>Per Chi Ama Quanto Lui: Jacopo Ortis di Ugo Foscolo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Superilis</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[foscolo]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230;Delle lettere appassionate di un giovane in fuga a suo tempo ottimista nel &#8220;grande liberatore&#8221; e ottimista nel grande amore.
E sì, perché chi segue il proprio cuore lo fa inconsciamente, riponendo fiducia in chi semina libertà, in chi semina protezione e soprattutto lealtà.
Un tradimento nazionale, patriottico: la sua città invasa da gente mai vista, mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Delle lettere appassionate di un giovane in fuga a suo tempo ottimista nel &#8220;grande liberatore&#8221; e ottimista nel grande amore.</p>
<p>E sì, perché chi segue il proprio cuore lo fa inconsciamente, riponendo fiducia in chi semina libertà, in chi semina protezione e soprattutto lealtà.<br />
Un tradimento nazionale, patriottico: la sua città invasa da gente mai vista, mai conosciuta, resasi antipatica per l&#8217;arrivismo e l&#8217;imposizione di potere.<br />
Il suo grande capo, Napoleone, l&#8217;aveva tradito, aveva tradito il suo lavoro, la sua mente, le sue idee. Ormai non era più il simbolo supremo di libertà e uguaglianza, ormai era stato corrotto, ormai si era scoperto che era come tutti gli altri&#8230;Vendere Venezia! La sua Venezia!</p>
<p>Non rimaneva che andarsene, partire, fuggire, alla scoperta di nuove cose, sgombrare la mente. Non poteva vivere in un posto così corrotto.<br />
Il suo corrispondente Lorenzo cercava invano di dissuaderlo, di minimizzare l&#8217;accaduto perché, in fondo, bisogna tollerare&#8230;<br />
No! Il suo cuore da patriota non glielo permetteva.</p>
<p>E allora visita città, conosce gente, fa amicizia, scambia opinioni, ma tra le righe delle sue lettere si scorge ancora l&#8217;amarezza di una patria per cui aveva speso tutta la sua giovane vita.<br />
Sembra che niente possa fargli pensare ad altro finché un giorno il suo cuore apre le porte ad un&#8217;altra passione, una passione che coinvolge tutti i sensi, anzi li sconvolge.</p>
<p>Tra i tanti amici conosciuti c&#8217;è il signor T***, un ricco benestante, e le sue due figlie.<br />
Lo invita a cena o al rinfresco. Un pomeriggio chi lo accoglie è la figlia maggiore: grande sorriso, capelli biondi, viso angelico, movenze eleganti.<br />
Insomma: una favola, racconta al suo amico corrispondente.<br />
Una fitta al cuore, un pugno allo stomaco, come lo si vuol chiamare lo si chiami, sta di fatto che ora ciò che aveva in mente era solo lei.<br />
Lei che dipinge, lei che suona l&#8217;arpa, lei che canta.<br />
Lei.<br />
Adesso abitualmente frequentava la casa del signor T*** per lei.<br />
Dopo giorni e giorni, la ragazza cominciava ad accorgersi di tante attenzioni e di tanti complimenti. Vedeva il giovane con occhi luccicanti da sognatore.<br />
Ma come tutti i sogni, al momento del risveglio, anche quello svanì.<br />
La bella Teresa era costretta in sposa al freddo, gelido Odoardo: uomo per bene, acculturato, sempre in tiro, sguardo fisso, senza paura, senza sconvolgimenti. Praticamente l&#8217;opposto del giovane patriota, sempre immerso in appassionati sentimenti, imprevedibile, ma vero e puro.</p>
<p>Jacopo è così com&#8217;è: semplicemente innamorato di Teresa e &#8220;semplicemente&#8221; deluso, affranto nel sapere il destino dell&#8217;amata. Ma nel suo cuore vi era la speranza alimentata dal fatto che la bella aveva trovato in lui un amico, e poi un amico speciale e alla fine l&#8217;amore, esploso con un bacio, pieno di illusione, ma simbolo d&#8217;amore vero.</p>
<p>Anche il cuore di Teresa era appassionato come quello di Jacopo. Ma lei piangeva e piangeva. Si disperava, non accettava la sorte assegnatale. E Jacopo soffriva e soffriva. I sensi di colpa non gli permettevano più di godere dell&#8217;amore. Non poteva sopportare di essere la causa dell&#8217;angoscia lacerante dell&#8217;amata.</p>
<p>E allora fugge, come sempre.<br />
E&#8217; fuggito allora e fugge adesso. La fuga lo allontana: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.<br />
La patria, l&#8217;amore&#8230; Cosa aveva fatto per meritarsi tutto questo? Cosa?</p>
<p>Si trascinava, ormai. Portava avanti di qua e di là, da una città a un&#8217;altra, il suo corpo come sacco vuoto.<br />
Una vita breve, ma intensa, piena di sacrifici, delusione, sconfitte.<br />
Ciò che gli rimanevano erano le lettere e il suo amico Lorenzo, che gli faceva da confidente e ascoltava con interesse i suoi racconti di viaggi.<br />
Ma non sempre è stato così facile per Lorenzo.<br />
Doveva prendere una decisione: dirglielo o non dirglielo. In quanto migliore amico aveva l&#8217;obbligo di riferirglielo, nonostante le tragiche conseguenze: Teresa era diventata la moglie dell&#8217;&#8221;incorruttibile&#8221; Odoardo.</p>
<p>&#8230;No! Grandi speranze infrante! Precario guadagnato equilibrio distrutto!<br />
No! Non può essere&#8230; Era stato tradito due volte.<br />
Cuore di nazione e cuore d&#8217;amore. Due fondamentali passioni che accenderebbero l&#8217;animo anche al più malefico, tutt&#8217;e due bruciate.</p>
<p>E torna a Venezia.<br />
Ritrova la madre, l&#8217;amico Lorenzo.<br />
Li saluta, li bacia, li abbraccia e in fretta fugge dalla vita.<br />
Muore fuggendo.<br />
La soluzione ai problemi la trovava sempre nella fuga, e adesso è fuggito per sempre.</p>
<p>Quale grande ricordo resterà&#8230;<br />
Ricordo di un uomo incline al sentimento, un uomo col cuore aperto alle occasioni della vita, che non sono sempre idilliache. Cuore infranto, deluso.<br />
Cuore amareggiato, come quello dell&#8217;autore che l&#8217;ha creato.</p>
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