INVISIBILE, COME CONSEGUENZA

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Le mie parole escono dalla bocca già senza forma, già trasparenti, senza corpo.
Sono vapore, sono mille miliardi di mini goccioline talmente piccole da risultare più leggere dell’aria, più deboli dell’aria, che è lì, pronta, per inglobarle.
Eppure credo di saperle creare con fantasia e coraggio, di cullarle in testa, di farle crescere sane e in forma, con riflessi pronti. E invece non sono mai pronte, le mie parole. Non sono sicura che non siano pronte per me. Io le reputo perfette così come sono. Per chi dovrebbe assaggiarle, invece, risultano aeree, impalpabili… invisibili.
Quindi perché prestar loro attenzione?

Credo che tutto questo avvenga come conseguenza al mio carattere e alle pulsazioni dettate dal mio cervello. Credo che tutto quello che reputo io, gli altri non siano in grado di giudicarlo.
Quello per cui combatto io, il resto del mondo nemmeno sa dell’esistenza.
Non credo quasi mai di non essere pronta a formulare delle frasi per cui valga la pena ascoltare. Non credo quasi mai che la mia invisibilità sia per colpa mia, piuttosto per conseguenza mia.
Ho creato intorno a me tante piccole micro conseguenze che recitano una parte ben precisa nella mia testa.
Se non ascoltano è una conseguenza.
Se non chiedono è una conseguenza.
Se non abbracciano è una conseguenza.
Quindi: se sono invisibile è una conseguenza del loro non guardare.
Quindi: la causa sono loro.
Loro: esseri pensanti e parlanti, con sentimenti e stati d’animo, con parole che escono dalla loro bocca così piene di corpo da risultare obese, ingombranti e molte volte opprimenti.
Mi chiedo però troppe volte come riescano a buttarle via con così tanta apparente leggerezza.
Come faranno mai a vedere le mie infime goccioline di vapore con tutta quella grassa aria che si danno in bocca?
Perché le loro frasi riescono a fluttuare nell’aria fino a sbattere sulla mia faccia, senza esplodere di ignoranza durante il tragitto?
Perché io le assorbo tutte, fino alla fine, sentendomi comunque già da subito così sazia?
Perché, seppur così mongolfiere, io non riesca a toglier loro grasso e anima fino a farle assomigliare alle mie infinitesimali goccioline di vapore?
Quanto strutto di parole devo ancora ingoiare? Quanti litri e litri di olio di parole deve ancora scendermi giù nella gola?

Non vi sentite nemmeno un po’ viscidi?
Almeno io sono aerea e impalpabile, voi rimanete impigliati ovunque, anche dove non dovreste mai metter bocca.

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One Response to “INVISIBILE, COME CONSEGUENZA”


  1. http://geridiehl62261.wikidot.Com/

    INVISIBILE, COME CONSEGUENZA | Non chiedetemi perché.

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