Le mie bolle di sapone

Ho visto bolle di sapone esplodere appena nate.
Sono le più grandi, quelle che sono splendide appena create, ma che gonfiate, poi, muoiono.
Poi ci sono quelle piene di sapone.
Tu credi che scuotendo la boccetta e ricavandone la schiuma, soffierai quante più bolle possibili.
E invece la quantità dipende dalla minoranza.
Meno sapone, più bolle.

Può capitare, a volte, che riesci a compiere un miracolo.
Una bolla gigante svolazza nell’aria, ma solo per pochi secondi.
Le grandi imprese durano sempre poco, perché pesano, portandosi dentro tutto il tuo fiato.
Per dar loro la vita devi soffiare piano e lentamente. Devi dar loro il tempo di ingrandirsi ed espandersi, per poi staccarsi e prendere vita propria.
Bisogna avere pazienza con le bolle grandi.
E bisogna avere la consapevolezza che moriranno molto presto.

Però io ho visto un miracolo più grande di questo.
Ho visto bolle di sapone rimbalzare.
Tu le crei, doni loro il soffio della vita, aspetti che l’aria le trasporti più in alto possibile. Le osservi cadere e sai già che se ne andranno con un dolce suono.
Ma quelle che ho visto io no.
Le mie bolle di sapone vivono ancora, anche dopo essere state toccate dalla terra.
Sono quelle più forti di tutte, le piccole, che raccolgono in grembo una minima quantità di ossigeno.

Ancora una volta, meno dai più ricevi.
Meno dai, più soffri.
Perché quelle piccole e forti bolle di sapone, rimbalzando contro gli ostacoli, ti fanno capire che riescono a vivere anche senza di te.

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