Metto in piazza l’inquietudine.

E’ il mio ultimo esame di Copywriting e mi sono accorta che non sono riuscita a scindere ciò che provo da ciò che devo creare. Così una parte di me, un’immensa parte di me, l’ho raccontata qui.
Perché le parole sono l’unico mezzo che ho per mettere in piazza l’inquietudine.

REALIZZAZIONE DI UN VIDEOCLIP: AeroplanitalianiCanzone D’Amore
Videoclip Originale qui.

Il testo:
Amore mio, scrivo per te una canzone
Lascio i problemi un momento
Voglio pensare un po’ a te.

Ora sei tu l’unica cosa importante
L’unico vero messaggio
Che la mia mente rincorre.

Sta girando il sole intorno a noi
Senti il mondo che non grida più
Ora ascolta le mie parole
Fai posare la mente stanca
Questo fragile amore folle
È tutto quel che hai
Tienlo caro.

Sta girando il sole intorno a noi
Senti il mondo che non grida più
Ora ascolta le mie parole
Fai posare la mente stanca
Questo fragile amore folle
È tutto quel che hai
Tienlo caro

Esame:

Premessa
Il testo racconta il riavvicinamento, la voglia di serenità e di amore; la musica, invece, muove sensazioni di rabbia e grinta.
A tal proposito il testo è il desiderio non realizzato, mentre la musica è la visione della realtà: per questo il tutto è il contrario di ciò che viene detto dalle parole. La forza reale deriva dalla musica, non dal testo.
Ciò che hai vissuto è tutt’altro rispetto a quello che può essere espresso a parole.

Trama
Una stanza. Un letto singolo. Un comodino e la luce accesa di una lampadina blu. E una ragazza seduta sul bordo del letto. Dietro di lei, a ruota, vari ragazzi le puntano addosso il dito, cercano di urlarle contro, gettano all’aria oggetti, fogli, cuscini che la colpiscono. Lei rimane immobile, lì, mentre cala il tramonto e sorge il sole, mentre le ore passano come segna la sveglia sul comodino. I capelli le crescono velocemente, le occhiaie si fanno più scure, chiude gli occhi solo quando il cantante si inginocchia davanti a lei e le dice “forse tu / l’unica cosa importante”.
Un ragazzo dei tanti le punta alla nuca una pistola, finta, di quelle ad acqua. Lei alza gli occhi di fronte a sé e sorride. Ancora una volta, il ragazzo scompare per far posto ad un altro che cerca di picchiarla, ma i suoi pugni attraversano il corpo di lei, senza toccarla. E così faranno altri, e altri ancora. E lei sorride sempre di più, i suoi capelli sono più folti e vivi, i suoi occhi non sono più cupi e si alza, piano, da quel letto. Guidata dal cantante e dalle sue parole “questo fragile amore forte / è tutto quel che hai / tienlo caro”, chiude la porta della stanza a chiave e se la lascia alle spalle.
Dal buco della serratura, si vede un’altra ragazza, seduta su quello stesso letto.

Playback
Il cantante non si rivolgerà mai alla macchina da presa. Quando pronuncerà le frasi “forse tu / l’unica cosa importante”, si inginocchierà di fronte alla protagonista e le prenderà le mani oppure le sussurrerà all’orecchio. La sua immagine svanirà quando, subito dopo, la ragazza aprirà gli occhi.
Nell’ultima scena, quando verrà recitata la frase “questo fragile amore forte / è tutto quel che hai / tien lo caro”, il cantante le prenderà la mano e la condurrà fuori dalla stanza.
Il gruppo non si vedrà mai, tranne che nell’ultima scena, quando, fuori dalla stanza, aspetterà la ragazza uscire.

Location
Una stanza piccola, pareti nude anche da intonaco, soffitto basso, pavimento in legno. Un letto singolo, un comodino con una sveglia e un abat-jour con luce bluastra. Atmosfera cupa fino a quando la ragazza non comincerà a sorridere, quando le pareti si tingeranno di bianco, la luce sarà più giallognola e comparirà una finestra accanto al letto.
La location del playback non è prevista.

Personaggi
Una ragazza sui 25 anni, bruna, capelli corti, con indosso un tubino color oro e stivali neri, truccata con rossetto rosso e smalto nero. Un bracciale e un anello.
I ragazzi hanno età che vanno dai 25 ai 35, di ogni etnia e stile. Non fa differenza se sono di bell’aspetto o meno. Nessuno di loro ha addosso più di una maglietta e un jeans.

Styling
L’atmosfera è un misto fra reale e immaginario, fra ciò che succede realmente alle spalle della ragazza e ciò che vorrebbe lei, ovvero non essere toccata da eventi o situazioni.
La grinta che la musica esprime non deriva dalla protagonista, ma da coloro che le girano attorno.
Per questo, il mood è un misto fra ansia, rabbia e rassegnazione.

Note
La camera avrà tre inquadrature base: una ampia, dove la stanza verrà vista interamente e la ragazza non sarà al centro, ma a destra dello schermo, immobile, e l’azione si svolgerà alla sinistra; un primissimo piano del viso di lei, non intero, ma di solo la metà che si vedrà destra, mentre a sinistra, sullo sfondo ci saranno i ragazzi; l’ultima inquadratura della serratura, dalla quale verrà intravista un’altra ragazza (bionda, sempre sui 25 anni) sul bordo del letto della stessa stanza.

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2 Responses to “Metto in piazza l’inquietudine.”

  1. Valentina

    ho i brividi…credo che non ci sia altro da dire…LA MIGLIORE, SEMPRE.

  2. Maku

    già me lo immagino questo videoclip :) Quello che sai esprimere tu a parole credo lo sappiano fare davvero in pochi…trasmetti emozioni che si tramutano in immagini :) …sei sempre bravissima!

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