E lui disse: “Scrivi di te”
La sua mente vaga tra alti e bassi, tra passato e futuro. Solo il presente la spaventa, perché dall’attimo in cui vive si deduce quello che sarà.
Il confronto orale le fa tremare la voce, ecco perché scrive. Ama pasticciare con la penna sul foglio e usa una calligrafia instabile corrispondente al suo umore. I concetti sono seguiti molto spesso da punti interrogativi.
Che ne sarà della sua mano da scrittrice, se di scrittrice si tratta? Che ne sarà del suo cuore su di un foglio? Nessuno vorrà saperlo perché nessuno lo potrà mai sapere.
Lei ama la luce, ama lo spazio, ama come lo spazio entra a far parte della luce e viceversa quando, distesa comincia a sognare. Sogna il suo telefono sulla scrivania che squilla. Sogna il suo capo che dall’altra parte del filo la invita nel suo ufficio per congratularsi dell’ultimo articolo scritto.
D’altra parte, però, nella sua mente non ha la sua volontà, ma quella di parenti e amici; nelle sue mani non ha la propria forza, ma quella di coloro che l’hanno spronata.
Non ama parlar di sé, anche se dovrebbe. Non ama parlarne perché lei stessa ancora non è completamente formata. E’ solita usare pezzi di altre personalità per formarne una propria.
E allora perché sorridere e piangere ancora?
Non ha risposta.
E’ convinta che a tutto c’è un motivo, che c’è una ragione per tutto.
E’ anche convinta, però, che dare tempo al tempo, alla fine, dia i suoi frutti.
Maturi.


“E’ anche convinta, però, che dare tempo al tempo, alla fine, dia i suoi frutti.”
ilaaaaaaaa!!!bellissimo…originale e profondo! il finale mi fa impazzire!!! good job, socia!